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CVA, un anno nel segno dell'export

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Un Vinitaly da ricordare per Viticultori Associati Canicattì che stipula nuovi accordi commerciali per l'export e consolida la rete vendita in Italia.

Lo stand CVA al Vinitaly di VeronaUn Vinitaly ricco di successi e di grandi soddisfazioni per Viticultori Associati, l’azienda di Canicattì che, imboccato con decisione un percorso produttivo di qualità, continua a raccogliere il consenso di tecnici e, soprattutto, il favore del mercato.  A Verona lo stand è sempre stato gremito da operatori e wine-lover, le degustazioni non si sono mai fermate e, soprattutto, in tanti hanno voluto conoscere più approfonditamente i vini ed i territori di produzione.

'È stato un Vinitaly molto interessante – spiega Giovanni Greco, presidente di Viticultori Associati di Canicatti – e, per certi versi, diverso dalle precedenti edizioni. Un maggiore livello di preparazione, più operatori e forse meno pubblico generico, grande attenzione ai vini e al loro rapporto qualità/prezzo. È stato un Vinitaly di qualità, più concentrato sugli obiettivi strategici e sugli elementi che distinguono i territori di produzione. La Sicilia incanta ancora, ma il consumatore è sempre più informato e vuole approfondire, conoscere nuovi territori e nuove emozioni'. Una tendenza che Viticultori Associati è impegnata a raccogliere con grande dedizione e cura, vendemmia dopo vendemmia, sotto la guida tecnica di un enologo del calibro di Tonino Guzzo, a cui la prestigiosa rivista Decanter ha dedicato una lunga intervista sul futuro dell’enologia e sui nuovi orizzonti del vino di qualità.

'Siamo impegnati ad interpretare al meglio questa fase di evoluzione del mercato – prosegue Giovanni Greco – stiamo dimostrando che la Sicilia del vino di qualità non si esaurisce in un gruppo di marchi importanti ma va oltre quel piccolo numero, è più diffuso, e vive dell’impegno di tanti soggetti, a partire da chi coltiva la vigna. Noi vogliamo fare la nostra parte con serietà e spirito di squadra e la nascita della DOC Sicilia può costituire, anche per le cantine sociali che vogliono stare sul mercato, una opportunità di crescita e di consolidamento da sostenere con convinzione e tenacia'.

Tornando ai numeri, il bilancio è più che positivo. Nel primo trimestre del nuovo anno l’azienda ha fatto registrare un incremento del 20% di fatturato, rispetto allo stesso periodo del 2008. Un dato lusinghiero, costruito essenzialmente sulle vendite all’estero che, per Viticultori Associati, rappresentano oggi, il 60% del totale del fatturato. A crescere sono soprattutto i paesi tradizionali di riferimento, come Germania, Svizzera, Francia e  Gran Bretagna, ma anche i nuovi mercati fanno ben sperare: primo fra tutti quello cinese, dove CVA, dopo un anno di forte incremento, sigla nuovi accordi e copre nuove regioni e città di quell’immenso paese asiatico. Un discorso a parte va fatto per gli Usa dove l’azienda è presente con una strategia di penetrazione costruita stato per stato, partendo dalla California, uno dei mercati certamente più difficili del mondo e dove CVA sta registrando interessanti performance. La tendenza più che positiva dell’export è confermata anche da alcuni pre-accordi con alcuni nuovi importatori (Spagna, Repubblica Ceca, Belgio, Malta e Nord Europa) ed i  rappresentanti dei monopoli della Svezia e di alcuni stati canadesi.

Molta attenzione anche per il mercato italiano, essenziale per consolidare un trend di crescita  in un periodo di flessione dei consumi. Il potenziamento  della rete vendita, soprattutto in Sicilia e nella grandi città italiane, è l’obiettivo strategico, già in parte raggiunto, su cui Viticultori Associati si sta concentrando di più. 'Il canale della ristorazione, dei wine bar e delle enoteche – conclude Giovanni Greco – è sempre più importante, e noi possiamo essere un interlocutore credibile e riconosciuto. In questa fase di mutamento e di ricerca di nuovi prodotti, per le nostre etichette, si aprono spazi di mercato significativi. I vini sono buoni, qualitativamente ineccepibili e coerenti con i territori di produzione. Ma non basta, hanno ancora una marcia in più: un giusto prezzo, adeguato e rispondente ad un principio elementare: si può bere bene spendendo una cifra accettabile. E su questo valore che noi intendiamo consolidare il nostro rapporto con il consumatore finale'.

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