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Nel Salento la vendemmia e' rosa

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Le donne con cura e sensibilità sono un esempio valido di viticultura di precisione.

La Vendemmia delle Donne nel Salento. Una risorsa che concorre all’eccellenza enologica della Puglia.

Tenute Rubino affida alle donne tutte le operazioni colturali sulle piante Il Progetto di Tenute Rubino.

'Il lavoro delle donne nel vigneto è un esempio valido di viticultura di precisione, essenziale per ridefinire, anche in Puglia, un nuovo e più avanzato concetto di qualità enologica. Il rinascimento del vino pugliese è sotto gli occhi di tutti ma – come scrive  The Wine Advocate - deve ancora essere scoperto e conosciuto da molti. Comunicare il territorio e la qualità dei vini non basta: occorrono nuove strategie di comunicazione che svelino al grande pubblico, quel giardino delle delizie che è l’enologia del Salento.  Dietro a grandi vini, non c’è soltanto il territorio, il clima, il vitigno: c’è il lavoro e l’esperienza delle persone, c’è una cultura, una storia ed un vissuto che fioriscono in sensibilità, cura ed attenzione, a partire dalle lavorazioni nel vigneto. Riconoscere in tutto questo un fattore essenziale per ottenere qualità e prestigio, può essere una chiave vincente di promozione e crescita per l’intero comparto del vino di qualità del Paese, soprattutto in tempo di crisi.

Dietro ai grandi vini c'è anche il lavoroLa coltivazione della vite in Puglia, ed in particolare nel Salento è una costante storica che attraversa tutte le epoche. Con la vite e il vino inizia la civiltà, nella vite e nel vino affonda le sue radici questa terra meravigliosa circondata dal mare, nella vite e nel vino intende rintracciare un suo futuro di sviluppo e di crescita.  E’ storia di generazioni impegnate a realizzare produzione, economia,  persino progresso tecnico e produttivo che, però, ha spesso lasciato nell’ombra  il lavoro (e chi lavora nei vigneti), ritenendolo un fattore marginale ed ininfluente, all’interno di una sotto-cultura agricola, arretrata e massiva, e non , al contrario, finalmente protagonista dell’evoluzione di un comparto  ritenuto il faro dell’agricoltura italiana, d’elite e illuminato,  quale deve essere quello della viticultura moderna al servizio dell’enologia di qualità.

Rompere quel guscio di sottovalutazione del lavoro, valorizzarne gli aspetti della professionalità e dell’esperienza, espressioni di un vissuto, di una passione e di una cultura diffusa ed identitaria del territorio, può diventare la chiave vincente di promozione e sviluppo del vino di qualità prodotto in Puglia. Il progresso dell’enologia in quella regione, la scesa in campo di una nuova generazione di imprenditori e una nuova consapevolezza dell’apporto del lavoro in un processo produttivo centrato sull’eccellenza, hanno prodotto esperienze importanti di cambiamento e di innovazione che, nel lavoro e nell’esperienza, hanno un punto di forza innovativo e credibile.

Immagine riferita a Nel Salento la vendemmia e' rosaDa queste considerazioni a Tenute Rubino, nell’agro di Brindisi, nasce il Progetto di valorizzazione del lavoro nei vigneti come uno dei fattori qualificanti il processo produttivo, soprattutto nella parte agricola. Tutte le operazioni colturali di viticultura mirata effettuate sulle piante vengono svolte dalle donne, secondo un’esperienza ed una sensibilità che si tramanda da madre in figlia: l’abilità manuale, la precisione dell’intervento e la velocità di esecuzione sono gli elementi qualificanti  e identitari che, come le condizioni pedoclimatiche del territorio o le caratteristiche varietali di un vitigno, partecipano a definire la specificità e l’unicità di quel vino e di quell’azienda produttrice.

'La vendemmia delle donne del Salento è una sintesi valida per richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica, della critica enologica e dei consumatori; il nostro obiettivo primario – sostiene Luigi Rubino – è quello di rendere ancora più esplicito il cammino intrapreso verso la qualità, mettendo in chiaro i punti di forza del territorio che, oltre alle condizioni pedoclimatiche particolarmente favorevoli alla coltivazione della vite e all’assoluto valore enologico espresso dal   patrimonio ampelografico della tradizione pugliese (Negroamaro, Primitivo, Susumaniello, Malvasia bianca e molti altri ancora)  trova la sua vena aurea nella specializzazione delle pratiche colturali messe in atto nei vigneti. Il lavoro in vigna è essenziale per raggiungere nuovi traguardi qualitativi e questa consapevolezza ci spinge  a mettere in primo piano chi nel vigneto opera e lavora, a partire dalle nostre donne, una risorsa importante che ci aiuta nella ricerca della qualità e nella definizione di una nuova immagine del vino pugliese in Italia e nel mondo'.

Immagine riferita a Nel Salento la vendemmia e' rosa'A queste donne che lavorano in squadra – prosegue Luigi Rubino -  che parlano la stessa lingua, che condividono con noi questa visione, vogliamo offrire un tributo di vera riconoscenza, perché hanno mantenuto vivo il legame antico tra vite, vino e comunità, da sempre espresso in questa terra. A noi tocca innovarlo, renderlo ancora più forte e radicato, esaltarne il valore e l’unicità. Come? Innanzitutto riscoprendone l’aspetto antropologico e culturale che ne fa un’espressione autentica del Salento, poi entrando nel merito delle attività colturali, dove ogni intervento è condotto con il rigore e la sensibilità che solo le donne sanno esprimere, con costanza e vera dedizione'.

A Tenute Rubino il lavoro delle donne è organizzato in squadre: a loro è affidata la raccolta dei grappoli in vendemmia e tutte le altre operazioni colturali condotte sulle piante: diradamento,  cimatura, defogliazione. Queste pratiche agronomiche richiedono cura, abilità, attenzione e le donne brindisine hanno raggiunto un grado di esperienza e di preparazione davvero unico e inimitabile. Tra loro si conoscono da sempre, spesso appartengono alla stessa famiglia e hanno alimentato  un senso di appartenenza e di orgoglio per la loro terra  che con Tenute Rubino  ha  modo di diventare una componente significativa della comunicazione aziendale. Nei loro volti, nei loro gesti e nel loro sorriso c’è l’armonia  di chi, nel lavoro, faticoso quanto specializzato, sta realizzando un percorso di vita migliore, restando sul proprio territorio, conservando la propria cultura e il proprio saper fare. Essere consapevoli di questo valore, finalmente riconosciuto al lavoro in agricoltura, ed in particolare al lavoro delle donne nei campi,  in Italia, e soprattutto nel sud, assume una valenza straordinaria di grande significato simbolico e prospettico.

Immagine riferita a Nel Salento la vendemmia e' rosa'Il percorso di crescita e di evoluzione qualitativa del vino pugliese – spiega Luigi Rubino – è importante non solo per le aziende ma anche per il lavoro. Dare il giusto ruolo e la giusta visibilità a chi lavora nei vigneti non è un espediente a buon mercato, ma una condizione essenziale per mantenere vive le attività agricole, la coltivazione della vite, degli ulivi; non dimentichiamo che i nostri paesaggi sono fatti dall’agricoltura, si sono formati nel tempo e sono il frutto, magnifico, di un rapporto di equilibrio tra uomo e natura. Dare spazio al lavoro, dare visibilità a chi lavora la terra e nei vigneti  può diventare un contributo importante per la salvaguardia del nostro patrimonio ambientale e naturale, del paesaggio e della nostra cultura'.

'Aprire al pubblico la Tenuta di Jaddico – conclude Luigi Rubino -  consentire agli eno-turisti e ai winelover di assistere alla raccolta dei grappoli di Susumaniello fare in modo che possa essere osservata ed apprezzata la meticolosità del lavoro delle nostre donne lavoratrici nella selezione dei grappoli, sono i segni di un’apertura e di una fiducia che sentiamo di poter nutrire per il futuro di questa terra, ma anche e soprattutto una nuova prova di coerenza con quanto di positivo e di importante sta accadendo nel mondo del vino in Puglia e che fa parlare di un 'vero e proprio rinascimento' del vino prodotto in Puglia  che, come sostiene giustamente l’autorevole rivista di Robert Parker The Wine Advocate, è già sorprendente ma deve essere ancora scoperto e conosciuto'.

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