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Vendemmia 2008 a Tenute Rubino

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Luigi Rubino, titolare di Tenute Rubino: La vendemmia 2008 è la migliore degli ultimi anni.

Nelle terre del Salento si prevede una vendemmia  da capogiro e le uve, a detta di tutti gli operatori, saranno qualitativamente superiori alle annate precedenti. Negli ultimi anni, queste zone di antica agricoltura  - particolarmente vocate alla coltivazione della vite -  hanno regalato, soprattutto per le varietà autoctone della Puglia, frutti di prima qualità, destinati a conquistare, in un futuro sempre più prossimo, la ribalta dell’enologia italiana.

È cresciuta certamente l’esperienza produttiva delle aziende e la loro capacità nel gestire in cantina una materia prima che, di anno in anno, si è presentata con standard qualitativi nettamente superiori al passato ma, per il 2008, la chiave del successo sta nell’andamento climatico particolarmente mite: precipitazioni che si sono concentrate per lo più nei mesi invernali ed una stagione estiva con temperature mai eccessive e dalle buone escursioni termiche tra giorno e notte. Con un piccolo incremento registrato anche sulle quantità, questo territorio vitivinicolo d’eccellenza si prepara a festeggiare un'annata 2008 da 10 e lode.  

'Questa vendemmia è la migliore degli ultimi dieci anni – spiega Luigi Rubino, alla guida dell’azienda di famiglia – e tutti i parametri organolettici registrati durante la campionatura dei vigneti, confermano questa previsione di grande importanza per l’annata 2008'.  L’inverno relativamente piovoso ed un clima stabile durante il periodo estivo, fino alla prima decade di settembre, hanno consentito il regolare sviluppo vegeto-produttivo delle piante, con piccole differenze sulle varietà autoctone che, ancora, non hanno raggiunto una piena maturazione.

È il caso del Susumaniello che verrà vendemmiato ad inizio d’ottobre e su cui  si concentrano le aspettative più rosee di Tenute Rubino. 'È stata un’annata fresca – spiega l’imprenditore – caratterizzata da temperature che si sono mantenute basse fino a giugno. Possiamo dire che in questa prima fase le piante hanno registrato un piccolo ritardo nella fase di coloritura e di maturazione degli acini che, però, nel mese di agosto, è ripartita con regolarità.  Nei mesi estivi abbiamo quindi assistito ad un recupero, tanto da  tornare in linea con le medie delle precedenti vendemmie. Un trend climatico che ha generato uve rosse dal corredo aromatico di grande spessore'.

Una primavera, quella pugliese, segnata da piogge scarse e un’estate caratterizzata da assenza di precipitazioni hanno determinato in alcune aree del Salento uno stress idrico per le piante. 'I nostri vigneti – precisa Rubino – hanno risentito meno di queste condizioni climatiche grazie ad operazioni colturali realizzate in azienda, tra cui anche dei  cicli di irrigazione di soccorso.' Nelle quattro tenute di famiglia le condizioni meteorologiche ottimali hanno garantito aromi primari di ottima fattura che in cantina dovranno soltanto essere preservati.

I vigneti delle tenute Jaddico e Marmorelle, che si estendono lungo la dorsale adriatica, sono stati influenzati dalla continua presenza di venti salmastri, provenienti dalle splendide coste salentine. Caratteristiche che, unite alle forti escursioni termiche tra giorno e notte, ad una temperatura mite ed alla composizione dei terreni generalmente di medio impasto tendente al sabbioso, hanno generato uve di eccezionale sapidità e mineralità.

Un andamento climatico straordinario di cui hanno beneficiato anche le tenute di Uggiò e Punta Aquila, che sorgono nell’entroterra pugliese, a Sud-Ovest del capoluogo. È in queste terre che le escursioni termiche conferiscono ai vini un’ottima persistenza aromatica. Nei terreni di origine calcarea di Jaddico viene coltivato il re dei vitigni autoctoni pugliesi, quel Susumaniello che a Tenute Rubino è stato valorizzato per preservare una varietà importante nel panorama ampelografico regionale e dar vita a un vino elegante e dal profumo intenso, il Torre Testa.

Grande attesa quindi per la vendemmia di questa varietà a bacca rossa, le cui uve saranno raccolte subito dopo il Negroamaro, nei primi giorni di ottobre, con un leggero anticipo rispetto alle annate precedenti. Un vitigno davvero unico che, grazie alle basse rese, (una media di 50 quintali per ettaro, con impianti di 6000 ceppi per Ha) garantisce livelli qualitativi ottimali. Le vigne di Susumaniello hanno beneficiato dell’intensa esposizione ai caldi raggi del sole e di una ventilazione costante.

Le piante non presentano problemi fitosanitari, anche per quanto riguarda gli impianti più recenti, di età compresa tra i tre e i cinque anni. 'Sia quelle più giovani che quelle più vecchie – spiega l’imprenditore – presentano un livello di maturazione identico, con uno scarto di soli due giorni. Nelle piante giovani abbiamo ridotto la quantità di uva per ceppo con attente operazioni di diradamento, per ottenere una resa qualitativamente adeguata alla produzione del nostro vino più prestigioso'. Ottime previsioni giungono anche dagli altri autoctoni a bacca rossa come il Primitivo, coltivato nelle tenute di Uggiò e Punta Aquila e vendemmiato nella prima decade di settembre, da cui si ricava il Visellio, altro vino di eccellenza aziendale.

Il 15 di settembre si procederà con la vendemmia del Negroamaro, coltivato in tre contesti produttivi che generano uve dalle qualità organolettiche differenti. Questa varietà non ha risentito del prolungato periodo di assenza di precipitazioni grazie ad una meticolosa gestione agronomica che non ha lasciato nulla al caso. Per quanto riguarda la Malvasia Nera, coltivata a Jaddico, Marmorelle e Uggiò, la raccolta procederà fino alla seconda decade di settembre.

Per le varietà a bacca bianca, lo Chardonnay, raccolto a metà del mese di agosto, presenta grappoli sani e compatti, le uve hanno raggiunto infatti il giusto grado di maturazione, preservando acidità e freschezza. Anche nei vigneti dove cresce la Malvasia bianca si sono concluse le operazioni di raccolta, questa varietà autoctona registra un piccolo incremento quantitativo e un migliore equilibrio tra il frutto e l’apparato fogliare, con un prodotto meno alcolico rispetto all’annata precedente.

La Puglia vitivinicola di qualità,  e quella del Salento in particolare, con la vendemmia 2008 segna un nuovo traguardo d’eccellenza.  Dovrà essere il mercato a confermare il livello di maturità produttiva raggiunto dalle aziende vitivinicole pugliesi che, però, è chiamata ad investire non solo nei vigneti e in cantina, ma anche sull’organizzazione, il marketing e la comunicazione del territorio.

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