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Passa il decreto su DOC e IGT

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Il consiglio dei Ministri ha approvato il decreto che riforma le DOC e IGT. Ecco cosa cambia ed i pareri del ministro Zaia e di Confcooperative.

Doc e Igt: si cambiaIl Consiglio dei Ministri approva il decreto legislativo che riforma DOC  e IGT

Via libera da parte del Consiglio dei ministri, alla riforma sulla tutela delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche dei vini. Il governo, infatti, ha approvato un decreto legislativo, in attuazione della delega conferita al Governo dall’articolo 15 della legge n. 88 del 2009 in materia di adeguamento alla nuova organizzazione comune dei mercati agricoli. A proporre il provvedimento è stato il ministro per lePolitiche europee, Andrea Ronchi (co-proponenti i ministri delle Politiche agricole Luca Zaia  e della Giustizia Angelino Alfano).I principali contenuti del decreto legislativo riguardano l’introduzione di strumenti di semplificazione amministrativa per gli svariati  adempimenti procedurali a carico dei produttori vitivinicoli, la promozione di un elevato livello qualitativo e di riconoscibilità dei vini a denominazione di origine e a indicazione geografica, la trasparenza e la tutela dei consumatori e delle imprese rispetto ai fenomeni di contraffazione, usurpazione e imitazione, la ridefinizione del ruolo del Comitato nazionale per la tutela e la valorizzazione delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche tipiche dei vini, la revisione del sistema dei controlli e del sistema sanzionatorio, sulla base di criteri di efficacia ed effettiva applicabilità.

Immagine riferita a Passa il decreto su DOC e IGTDecreto legislativo: La soddisfazione del Ministro Luca Zaia

'L’approvazione del nuovo decreto legislativo per la tutela delle DOC e IGT dei vini, rinnova il quadro normativo del settore vitivinicolo dopo ben 18 anni. È un provvedimento storico che segna un passo importante per consolidare lo sviluppo di una delle principali filiere agroalimentari del nostro Paese'. Questo il commento del Ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, Luca Zaia. 'Il decreto di riforma della legge 164 – spiega Zaia – mette al centro la qualità dei vini e la tutela dei consumatori e il rafforzamento della redditività delle imprese, migliorando anche il sistema di controlli e adeguando le norme alla riforma dell’Organizzazione Comune di Mercato del vino e, soprattutto, alle rinnovate esigenze degli operatori del settore vitivinicolo, che sono chiamati ad affrontare le nuove sfide del mercato. È frutto di un lavoro fortemente condiviso con le Regioni e le  Provincie autonome, con i rappresentanti ai vari livelli della filiera e con tutti i soggetti del settore. Voglio ringraziare anche le Commissioni Agricoltura di Camera e Senato, che con la formulazione dei rispettivi pareri hanno permesso di migliorare il contenuto finale del decreto'.

Fedeagri- ConcooperativeIl parere di Fedagri-Confcooperative

'Pur esprimendo la propria soddisfazione per l’approvazione della nuova legge sulle denominazioni di origine dei vini, da tempo attesa per rendere la nuova normativa in linea con la regolamentazione comunitaria, auspichiamo che la tanto richiamata semplificazione a cui tutti hanno fatto appello, possa consentire agli operatori vitivinicoli italiani e alle oltre 400 cantine cooperative nostre associate di trovare un giusto equilibrio tra l’effettiva efficacia dei controlli e l’opportunità di gravare il meno possibile, burocraticamente ed economicamente, sui produttori'. Positivo, comunque, il giudizio sulla semplificazione delle modalità di rivendicazione: 'Con la nuova legge tutti i dati confluiranno nello schedario viticolo gestito dalle Regioni, eliminando così il doppio binario e la gestione separata delle dichiarazioni di produzione e delle rivendicazioni sugli Albi dei Vigneti e sugli elenchi delle vigne; tutti i dati del vigneto saranno presenti nel fascicolo aziendale e sulla base di questo si faranno le rivendicazioni'. L’altra novità, l’introduzione del capitolo sui controlli 'potrebbe comportare una situazione operativa costosa per i produttori'.
Rispetto alle sanzioni introdotte, 'le successive stesure del testo - commenta Fedagri - hanno apportato miglioramenti sostanziali, ma si sarebbe potuto fare di meglio. L’applicazione di norme complesse come quelle che caratterizzano il settore rende spesso difficile, a parte i casi di frode palese, definire l’effettiva gravità della violazione e proprio per questo si era chiesto di introdurre l’istituto della diffida, che però non è stato recepito nel testo approvato'.
Coldiretti sottolinea che 'con circa il 60 per cento della raccolta nazionale di uva destinata a produzioni di vino tutelate da denominazioni è particolarmente importante l’obiettivo di garantire l’elevato livello qualitativo, la sburocratizzazione e la riconoscibilità'. L’offerta nazionale può già contare su 41 vini a denominazione di origine controllata e garantita (Docg), 320 vini a denominazione di origine controllata (Doc) e 137 vini a indicazione geografica tipica (Igt).
'Occorre completare rapidamente la riforma della legge n.164 del 1992 con la predisposizione dei decreti applicativi e, in particolare - sottolinea la Coldiretti - è indispensabile procedere sulla strada della semplificazione amministrativa e della sburocratizzazione del settore i cui adempimenti sono diventati un autentico assillo per i nostri produttori. Tra le norme approvate va giudicato positivamente l’obbligo di indicare l’annata di produzione in modo da assicurare maggiori garanzie al consumatore e da qualificare il prodotto destinato all’esportazione. L’Italia – conclude la Coldiretti - è il primo produttore mondiale di vino che rappresenta la prima voce dell’export agroalimentare nazionale con 3,6 miliardi di valore delle esportazioni a fronte di un fatturato record di circa 10 miliardi di euro nel 2009'.

Parliamo di: doc, igt, vino

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