Presentata oggi Addio Pizzo Travel, un progetto di turismo etico che propone viaggi nella Sicilia non contaminata dalla piaga del pizzo.
Una nuova associazione culturale che propone turismo etico a sostegno di chi ha detto no alla mafia. I viaggiatori che sceglieranno la "vacanza pizzo-free" utilizzeranno i servizi delle ditte iscritte alla lista di Addiopizzo, soggiorneranno e consumeranno i pasti presso strutture ricettive e ristoranti che si sono ribellate alla mafia, visiteranno le aziende sorte su terreni confiscati ai boss di Cosa nostra. Vivranno da protagonisti un entusiasmante percorso di riconquista del territorio e di sviluppo economico nella legalità, contribuendo alla lotta per lo sradicamento del fenomeno mafioso.
Coniugando la bellezza e l’impegno sociale, è possibile infatti presentare un volto nuovo della Sicilia, al di là dei cliché purtroppo molto diffusi, specialmente all’estero: le rinomate meraviglie dell’immenso patrimonio culturale, artistico e ambientale del nostro territorio si associano e si affiancano alle realtà di una Sicilia che si fa promotrice di idee e valori positivi e che combatte quotidianamente contro la mafia.
Oggi è stata presentata ufficialmente al Kursaal Tonnara di Palermo Addio Pizzo Travel, il turismo targato Addio Pizzo, con itinerari che segnalano 400 tra commercianti e imprenditori, artigiani, albergatori, librai che hanno detto coraggiosamente no al pizzo e al racket. Addio Pizzo Travel è una vera e propria agenzia di viaggi da Francesca Vannini Parenti, 29 anni, Edoardo Zaffuto, 33, e Dario Riccobono, 30.
Così a Felice Cavallaro, sul Corriere della Sera i protagonisti di questa nuova iniziativa per il riscatto della Sicilia, quella vera, lontano dalla tracotanza mafiosa:
«Pensiamo a viaggi studio, itinerari di educazione civica, soggiorni di semplice relax, ma senza scivolare sugli stereotipi di stantii cliché come i mafia tours», spiega Dario, master al Centro internazionale di economia turistica di Venezia, illuminato da un servizio del "Guardian" che ai lettori inglesi indicava proprio i protagonisti del "pizzo free" come punto di riferimento per viaggi intelligenti. Ed ecco subito Francesca pronta a sposare l’idea, dopo gli anni passati nei «fortini della legalità», come chiamano le aule delle scuole dove raccolgono i ragazzi di Brancaccio, dello Zen, degli altri quartieri modello Gomorra. Ma ci voleva un esperto in computer e web come Edoardo, con la sua esperienza di accompagnatore di gruppi ciclo turistici, per fare decollare il progetto dopo notti trascorse nella sede di Addiopizzo, in piazza De Gasperi, negli uffici di Pino Lipari, il geometra che curava gli affari di Bernardo Provenzano, locali confiscati.
Il servizio di Felice Cavallaro sulle pagine web del quotidiano di via Solferino.

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